Dal Flash n.40 del 3 ottobre 2011
Quando il gioco si fa duro, i duri come sempre entrano in gioco.
Quando la mobilitazione ha l’obiettivo di essere imponente ed autorevole, con migliaia e migliaia di Poliziotti e rispettive famiglie che manifestano davanti ai Palazzi del potere, il SAP diventa cuore e motore del dissenso assieme agli amici autonomi della Consulta Sicurezza e del Conapo, assieme alle organizzazioni sindacali più responsabili che comprendono l’inutilità di dividersi in un momento così delicato per il nostro Paese e per tutti noi.
Dopo aver ottenuto il via libera dall’Esecutivo Nazionale, mi sono incontrato nei giorni scorsi con i Segretari Generali dei principali Sindacati dei Comparti Sicurezza e Soccorso pubblico.
Tutti insieme abbiamo concordato sulla necessità di proclamare, nelle prossime settimane, una grande manifestazione nazionale capace, come nel 2009, di portare decine di migliaia di operatori in piazza.
Presto alle nostre strutture periferiche saranno forniti i necessari dettagli organizzativi.
Tanto per essere chiari sulle ragioni che ci spingono a questa grave, ma necessaria decisione, è opportuno che si sappia che per il nostro Ministero sono stati quantificati nuovi tagli, che si aggiungono a quelli pesantissimi già posti in essere negli ultimi tre anni: la sforbiciata sarà pari a 424 milioni di euro nel 2012 e a 276 milioni circa nel 2013.
Alla faccia degli impegni più volte presi, ribaditi e confermati sulla sicurezza e per la sicurezza! Non solo.
Ad oggi non si hanno ancora notizie sul DPCM necessario per permettere il regolare pagamento di assegni di funzione, scatti ed avanzamenti, con molti colleghi che aspettano la corresponsione di quanto dovuto e maturato da mesi e mesi.
L’assurdo è che per garantire le risorse necessarie al DPCM gli operatori delle Forze dell’Ordine si sono “auto-tassati”, rinunciando a risorse già stanziate per il Riordino delle carriere, che resta comunque un nostro obiettivo nell’ambito della riforma della Legge 121/1981.
Non dimentichiamo poi lo stallo, ormai inaccettabile, in materia di previdenza complementare.
E inoltre voglio ricordare a tutti che siamo in attesa dell’udienza per la definizione del nostro ricorso contro l’illegittimità del sistema pensionistico contributivo.
Un ricorso – gratuito per i nostri iscritti! – che interessa tutti i colleghi, da Bolzano a Lecce, da Reggio a Calabria a Oristano.
Una battaglia che ci vedrà impegnati pure in futuro, qualora si rendesse necessario, con altri ricorsi pilota.
Troppe questioni irrisolte, troppi nodi da sciogliere, troppe promesse mancate.
Tutto questo mentre il SAP è impegnato quotidianamente, a Roma come sul territorio, per difendere davvero i diritti acquisiti, lottando realmente per la tutela del personale.
Ormai, senza risposte concrete a strettissimo giro, la via della grande mobilitazione risulta ancora una volta segnata e obbligata.
Il Sindacato Autonomo di Polizia, inoltre, sta organizzando una campagna nazionale di sensibilizzazione nei confronti dei cittadini e degli operatori, destinata a partire nel mese di ottobre: ci saranno gazebo SAP nelle città italiane e inviteremo i cittadini a compilare una cartolina per il Presidente della Repubblica. Noi, come sempre, ci siamo e ci saremo.
Perché noi abbiamo un solo padrone: i colleghi.
Orgogliosi di essere SAP!
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