Roma, 11 aprile 2011 - Non era difficile prevedere la recente decisione della Corte Costituzionale e se la classe politica avesse ascoltato i suggerimenti e i rilievi che già tre anni fa mettemmo in evidenza, criticando in maniera argomentata le norme del “pacchetto sicurezza 2008” che assegnavano maggiori poteri ai sindaci, trasformandoli in una sorta di “sceriffi”, il Governo e la maggioranza avrebbero evitato oggi la sonora bocciatura della Consulta.
La sentenza n. 115 della Corte Costituzionale, infatti, chiarisce che i primi cittadini non possono emanare ordinanze, in nome del “decoro urbano”, contro l’ubriachezza, la prostituzione, l’accattonaggio e i lavavetri.
La Corte ritiene che l’ampliamento dei poteri dei sindaci, fuori dai casi urgenti e contingenti, violi gli articoli 3 (eguaglianza), 23 (riserva di legge) e 97 (imparzialità pubblica amministrazione) della Costituzione.
In pratica, non si possono trattare diversamente i cittadini a seconda del Comune in cui vivono o si trovano.
Insomma, come ho avuto modo anche personalmente di evidenziare con prese di posizione pubbliche e in alcuni incontri ministeriali, l’assegnazione di questi poteri ai sindaci viola il principio dell’uguaglianza dei cittadini di fronte a legge.
Nel testo della sentenza dell’Alta Corte, scritta dal Giudice Gaetano Silvestri, si legge che “gli stessi comportamenti potrebbero essere ritenuti variamente leciti o illeciti, a seconda delle numerose frazioni del territorio nazionale rappresentate dagli ambiti di competenza dei sindaci”.
In questi casi non si tratta di “adattamenti o modulazioni di precetti legislativi generali in vista di concrete situazioni locali”, bensì di “vere e proprie disparità di trattamento tra cittadini, incidenti sulla loro sfera generale di libertà, che possono consistere in fattispecie nuove ed inedite, liberamente configurabili dai sindaci, senza base legislativa”.
Le reazioni politiche alle decisioni della Consulta non sono mancate. Ci auguriamo che non si vogliano riproporre provvedimenti che, oltre ad essere inutili per la sicurezza dei cittadini, rischiano pure di intralciare il lavoro delle Forze dell’Ordine.
I problemi del nostro Paese sono altri e non si sente davvero il bisogno di avere sindaci sceriffi alla guida delle nostre città.
Orgogliosi di essere SAP!
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