mercoledì 23 febbraio 2011

Impegni e rispetto.

Continuano a susseguirsi riunioni del Consiglio dei Ministri e, nonostante autorevoli rassicurazioni di fonte governativa e parlamentare, non riesce ancora a vedere la luce quel provvedimento d'urgenza tanto atteso dal personale che dovrà servire a risolvere la problematica del tetto retributivo, del fondo perequativo e della regolare corresponsione di scatti, avanzamenti ed assegni di funzione.
Un provvedimento che interessa circa 500.000 famiglie di Poliziotti, carabinieri e militari che ogni giorno di più faticano ad arrivare alla fine del mese e i cui redditi non possono ulteriormente essere compressi.
Lo scontento, tra il personale, è grande.
Lo vivo e lo percepisco ogni giorno confrontandomi con tantissimi colleghi che vedono nel SAP e nell'azione responsabile delle principali organizzazioni sindacali di Polizia la fondamentale possibilità di ottenere il mantenimento degli impegni più volte presi e sottoscritti nei nostri confronti.
Le donne degli uomini del Comparto Sicurezza continuano senza risparmiarsi a fare il proprio dovere, impegnati nelle indagini per contrastare la piccola e la grande criminalità, solerti nel controllo del territorio e in ordine pubblico per garantire la sicurezza dei cittadini, pronti ad intervenire con sacrificio e professionalità per far fronte ad emergenze di straordinaria rilevanza, come quella relativa alla crescente immigrazione dai paesi magrebini.
Quello che chiediamo, in primo luogo, si chiama rispetto.
L'impressione, invece, è che certa politica, nei nostri confronti, abbia la tentazione di comportarsi come il buon Tafazzi, il simpatico personaggio interpretato da uno dei comici del Trio Aldo, Giovanni e Giacomo che, come si ricorderà, amava colpirsi ripetutamente l'inguine con una bottiglia di plastica...
Come SAP, il nostro sforzo è quotidiano affinché le promesse siano rispettate e, soprattutto, non ci siano ulteriori prese in giro per il personale.
La situazione è delicata, inutile nasconderlo.
Gli "stati generali" che abbiamo convocato a marzo a Rimini e che vedranno una tre giorni di lavori e riunioni dell'Esecutivo e del Consiglio Nazionale del nostro sindacato, costituiranno lo spartiacque fondamentale per avviare, se sarà necessario, una nuova e sempre più determinata stagione di dissenso e protesta, se alle tante parole non seguiranno al più presto fatti concreti.
Orgogliosi di essere SAP!

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